Curatrice della mostra: Chiara Maccione
Foto: Asia Festa
Testi: Domiziana Cuonzo
I parte: ad alta voce
Caro Diario,
Sai come ho capito che cosa volevo fare da grande? L’estate scorsa, in cortile, eravamo noi soliti 5 bambini a giocare. Stavamo giocando a campana in piazza e come sempre ci siamo dovuti interrompere perché il signor Lucio doveva uscire con la macchina. Con nostra sorpresa, quando lui è andato via, dietro la sua macchina c’era un vecchio scatolone. E da lì provenivano dei miagolii. Ci siamo avvicinati e abbiamo scoperto una gatta con i suoi cuccioli. Così ho detto: “Cuciamo una copertina e un fiocchetto per la mamma gatta”. È così che ho capito che da grande lavorerò nel mondo della moda e lo voglio gridare a voce alta! Perché non esistono cose da bimbe e cose da bimbi: esistono le nostre passioni. E noi, del nostro futuro, possiamo fare quello che vogliamo!
Caro diario, da grande...
Caro Diario,
Oggi la maestra mi ha chiesto che cosa voglio fare da grande. Beh per ora, mi è difficile dirlo: il mondo dei grandi mi sembra ancora un po’ lontano. Però una cosa la so per certo: mi piace costruire, progettare, inventare. Tu lo sai bene: come ti ho raccontato mercoledì scorso, l’ultima mia invenzione è un drago-carrello con cui trascinare tutti i miei peluche. Vorrei tanto che tu lo vedessi: ho preso dei dischi di legno per fare le ruote e ho progettato la punta e le ali. Sembra proprio un drago vero! Su Google ho letto che sono gli ingegneri che progettano e inventano le automobili, le costruzioni e le soluzioni a tutto: allora sono sicura che da grande sarò un’ingegnera!
Dov'è la mia luce?
Caro Diario,
Sai una cosa che non mi aspettavo? Che le persone posso cambiare l’ora! Incredibile vero? Tu pensa che tutti si sono messi d’accordo per spostare le lancette di un’ora avanti. E così tutti gli orologi segnano un’ora diversa, solo perché tutti insieme hanno deciso che le 8 non sono le 8 ma sono le 9. Persino i lampioni della via della casa di nonna si accendono ad un orario diverso rispetto a prima. Mamma dice che si sono messi d’accordo perché così si risparmiano un sacco di soldi per illuminazione. Quindi se una cosa conviene, tutti quanti sono d’accordo. Allora mi chiedevo: non conviene per tutti che la smettiamo di fare le guerre, di urlarci contro, di fare violenza a qualcun altro? Si risparmierebbe un sacco di tristezza. E potremmo avere molta più energia per essere luminosi con gli altri. Dovremmo rispettarci tutti un po’ di più: siamo tutti diversi e va bene così. Sai che risparmio, caro Diario mio!
I miei spazi
Caro Diario,
Io questa cosa che la mamma è ritardataria non la sopporto proprio. Quando arrivo in piscina, ho sempre pochissimi minuti per mettermi il costume, uffa! Che ci posso fare, la mamma è così, un po’ disordinata, un po’ artistica. Però sai una cosa per cui la mamma non è mai in ritardo? Il teatro. Qualche volta ci ha portato anche me: c’era uno spettacolo con i burattini. E sono stato felicissimo. Ma sai che ti dico, diario mio? Sono felice anche quando non mi ci porta, ma va lo stesso a teatro. Perché quella è la sua passione, le piace tanto ed è tanto felice quando torna. E’ come quando lei è felice se io gioco con le costruzioni: uguale! Io sono felice se lei fa le cose che le piace fare. E se ci va con le sue amiche, sono ancora più felice per lei! Mica perché è una mamma deve smettere di avere le sue passioni!
Fedele a me stessa
Caro Diario,
Finalmente ho trovato il regalo perfetto per mamma! Non serviva poi troppo per capirlo e non ha neanche nessun costo. Anzi, se proprio devo dirla tutta, è un regalo che mamma ha già. Fermo fermo, fammi spiegare.
La mamma ha un bellissimo vestito azzurro. Ogni volta che andiamo a cena dalla zia Lidia o è il mio compleanno o un’altra festa, la mamma lo prova e poi lo rimette nell’armadio. Dice “No ma poi chissà che dice la gente” e mette via quel vestito azzurro. Ma io Diario, ho capito una cosa: non è giusto che le donne e le ragazze vengano giudicate per come si vestono. Allora sai che faccio? Adesso prendo quel vestito e lo incarto per bene nella carta dei regali di Natale. E sai che scrivo nel biglietto? Ci scrivo questo: “Non ti importare di quello che dicono gli altri mammotta: sei libera di vestirti come ti piace.”
Il mio porto sicuro
Caro Diario,
Oggi ho capito che ci sono posti che sono più speciali di altri. Ma mica uno se ne accorge subito che un posto diventa speciale! Vedi il molo dove andiamo sempre con la baby sitter? Ci siamo andati anche oggi, io e la mia sorellina Giulia. Mentre giocavamo a lanciare i sassi nel lago, a un certo punto, Giulia ha beccato un sasso un po’ più grande degli altri e non riusciva a sollevarlo. Allora mi sono avvicinata perché volevo prenderlo io per lei. Ma lei tutta convinta mi ha detto “No!”. Mi è sembrato così strano che mi sono fermata davvero. Dopo un po’, ce l’ha fatta da sola a sollevarlo quel massone enorme. Quando è caduto in acqua, ha fatto un tonfo così grande che siamo scoppiate tutte e due a ridere. E’ in quel momento che quel molo è diventato un posto speciale: perché lì ho capito che quando vuoi davvero bene a qualcuno, devi rispettare quando ti dice di no, che non devi costringerlo a fare quello che vuoi tu e che bisogna accettare un rifiuto. Per questo ora quel piccolo molo è speciale!
Ai sogni infranti
Caro Diario,
Delle volte al telegiornale dicono delle cose che non capisco molto bene. A volte, parlano della violenza sulle donne. E così, il nonno cambia sempre canale perché ha paura che sono troppo piccolo per ascoltare. Allora oggi a pranzo, hanno iniziato a raccontare la storia di una ragazza Giulia che stava per laurearsi ed era fidanzata con una brutta persona. Poi il nonno ha cambiato canale, ma io volevo capire che cosa dicessero! Allora ho chiesto spiegazioni a nonno. Sai cosa mi ha detto? “Martina, solo questo devi sapere: devi sempre studiare e leggere tanto per capire le cose del mondo. E soprattutto, non essere mai geloso delle cose che hanno gli altri. Deve bastarti quello che sei tu e imparare a stare da solo. Poi, quando crescerai un po’ di più potrai sentire anche tutto il telegiornale”. Sai che penso, diario? In fondo, se ognuno si vuole bene con gli altri, quando sarò grande io non ci sarà neanche più il telegiornale con quelle brutte notizie!
II parte: in silenzio
Caro Diario,
Mica quando scendono le foglie te ne accorgi. Ti capita la mattina dopo di svegliarti e vedere che gli alberi sono più spogli del giorno prima. Oppure se cresce l’erba nelle aiuole mica ti rendi conto: loro cambiano le cose in silenzio, piano piano. Così vogliamo fare pure noi ragazzi: vogliamo cambiare il mondo ogni giorno piano piano: levare i pregiudizi e dire che siamo tutti diversi, ma dobbiamo essere trattati tutti uguali.
Che buona la pasta fatta in casa
Caro Diario,
Non sai che cosa ti sei perso! Oggi io e papà abbiamo fatto la pasta fatta in casa insieme: è una figata incredibile. Abbiamo messo un botto di farina sul tavolo di legno in cucina e poi abbiamo unito le uova, l’acqua e il sale. Ci siamo sporcati tutte le mani e i grembiuli con l’impasto, ma ne è valsa la pena. La pasta era buonissima, molto più buona di quella del supermercato! Ma vuoi sapere la cosa più incredibile? Quando la stavamo assaggiando, papà mi ha prima guardato e poi… un attimo dopo… si è commosso. Non avevo mai visto una lacrima del papà. “Papà perché piangi?” “Per la nostra pasta, è incredibile”. E’ lì che ho capito che piangere è bello quasi quanto fare la pasta in casa: far venire fuori le emozioni fa bene a tutti. Non dobbiamo tenerle dentro: quando escono fuori sono più buone, un po’ salate, come le lacrime e come la pasta, ma più buone!
Ti aiuto io
Caro Diario,
Oggi sull’iPad ho visto un video. Ma secondo me lo youtuber che lo ha fatto non sapeva tante cose. Nel video diceva che tra di loro le ragazze si fanno gli sgambetti, che dicono le bugie una all’altra, che quando una ha un giocattolo o un rossetto lo vuole rubare all’altra. Secondo me, se questo youtuber venisse davvero a vedere le ragazze che vedo io, a casa, in parrocchia, a scuola, si renderebbe conto che ha fatto un video proprio strano. Perché quello che vedo io è che le ragazze si danno sempre la mano, si abbracciano e si aiutano, non lasciano mai un’altra amica andare da sola e condividono i giochi, proprio come noi maschi. In effetti, ora mi ci fai riflettere caro Diario, non c’è poi molta differenza tra i bambini e le bambine nel modo di giocare e nel modo di aiutarsi. A volte mi sembrano tutte sorelle: è davvero bello così!
Mamma, può venire Chiara a casa?
Caro Diario,
Oggi ho chiesto a mamma se poteva venire Chiara a pranzo da noi. Così, al ritorno da scuola ci è venuta a prendere e abbiamo passato un bellissimo pomeriggio. Abbiamo mangiato la pasta con i funghi e abbiamo riso un sacco. Ma sai qual è stata la parte più divertente? La lavastoviglie si è rotta: così, dopo aver sparecchiato, ci siamo messi io e Chiara a fare i piatti. Abbiamo fatto un sacco di bolle di sapone e in fondo è stato più divertente che giocare alla Play. Sai che ti dico? Non è vero che tutte le cose in casa le deve fare mamma: in casa ci viviamo tutti qui e tutti dobbiamo fare le cose. E poi fare le cose in due, condividendo la fatica, come abbiamo fatto io e Chiara, è divertente!
Sei il mio orgoglio
Caro Diario,
Oggi sono successe due cose brutte a scuola: la prima è che ho preso un brutto a italiano, la seconda è che Luca e Francesco hanno litigato alla ricreazione. Io non so come è iniziata la cosa: ero in bagno e quando sono rientrato ho visto Luca che spingeva Francesco. Ti rendi conto? In classe!
Quando sono tornato a casa e ho raccontato tutto a nonna, lei mi ha detto “Sei il mio orgoglio”. “Ma come nonna, ho preso un brutto voto!”. E lei invece si riferiva a quello che ho fatto dopo: sono andata da Luca e da Francesco e ho chiesto perché stavano litigando. E’ bastato che loro spiegassero a me come si erano sentiti, per fare pace: il problema era che non si erano parlati! Per questo la nonna era orgogliosa, perché ci possiamo far valere senza usare la violenza: anzi, se parliamo, si risolve quasi sempre tutto!
Ci sarò sempre per te
Caro Diario,
Oggi è stata una brutta giornata. Marco ha detto che le calciatrici sono meno brave dei calciatori e che il calcio maschile è più divertente. Poi, sono andata a scoprire che diceva così, ma non aveva mai visto una partita di calcio femminile. Ma io dico, ma si può dire che una cosa non ti piace se non l’hai mai vista? Quindi sai che ho fatto? Sabato andiamo insieme allo stadio a vedere le ragazze che giocano e poi vediamo che dice!
...voglio fare l'ingegnera
Caro Diario,
Lo sai chi ha inventato il meccanismo del WiFi? Un’attrice bellissima che si chiamava Hedy Lamarr. E sai chi è stata la prima programmatrice informatica? Ada Byron, una donna super capace che è considerata l’inventrice del computer. Ma poi altre cose meravigliose sono state inventate dalle donne come la lavastoviglie, da Josephine Cochrane e i microprocessori per i telefoni da Sophie Wilson. Da grande io voglio inventare qualcosa di spaziale, ancor più dell’intelligenza artificiale. Caro Diario, da grande sarò un’ingegnera informatica e inventerò qualcosa che faccia del bene a tutte le donne e gli uomini di domani!